Fitodepurazione biotecnologica

LA FITODEPURAZIONE

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In natura, negli infossamenti dei terreni impermeabili o poco permeabili, in cui l’acqua delle piogge si raccoglie e ristagna a lungo, si creano delle aree umide naturali (wetlands). I suoli saturi d’acqua permettono la crescita soltanto alle piante idrofile, generando un ecosistema caratterizzato da molteplici processi biologici derivanti dai rapporti complessi tra gli esseri viventi presenti: piante idrofile e comunità microbiche svolgono insieme un’intensa azione di rimozione delle sostanze organiche e inorganiche presenti nell’acqua.

Queste trasformazioni, che utilizzano l’energia naturale dell’ecosistema, producono notevoli benefici ambientali a basso costo energetico e senza alcun apporto di tipo chimico, agendo come trappola per i sedimenti e gli inquinanti e rimuovendo le sostanze ad essi associate.
Le acque delle wetlands sono soggette ad un continuo processo di filtrazione e di ossidazione dei solidi organici in sospensione e all’abbattimento di alcuni sali disciolti che possono essere utilizzati dalle radici delle piante acquatiche presenti: il processo si definisce “fitodepurazione”.

LA FITODEPURAZIONE BIOTECNOLOGIA

Da innumerevoli esperienze di utilizzo pianificato e controllato del potere autodepurativo delle zone umide naturali, sono nate le “constructed wetlands”, aree umide artificiali, sistemi di trattamento delle acque reflue, definiti impianti di “fitodepurazione”.

La possibilità di controllo del processo permette una precisa valutazione delle loro efficacia ed efficienza.
Successive sperimentazioni, mettendo a confronto i substrati tradizionali con quelli costituiti da rocce piroclastiche di origine vulcanica, hanno evidenziato sensibili miglioramenti dell’efficienza degli impianti, consentendo una notevole riduzione delle superfici. Tali sperimentazioni, documentate dalle misure effettuate, sono state di supporto per il brevetto di fitodepurazione biotecnologica Zeofito®.

COME FUNZIONA

La fitodepurazione è un trattamento biologico secondario che si attua attraverso specifiche interazioni tra piante e batteri, insediati su un substrato di supporto. L’eliminazione degli inquinanti non avviene esclusivamente ad opera delle piante, ma grazie alle sinergie che s’instaurano fra tre elementi: il substrato, con le sue proprietà fisiche e chimiche, i batteri che lo popolano e le piante messe a dimora.

Le piante svolgono, in generale, una duplice funzione nel processo di fitodepurazione: le loro radici creano i canali attraverso cui i reflui sono forzati a passare e trasferiscono l’ossigeno che sostiene l’attività batterica nella rizosfera e i metalli pesanti nel fusto e nelle foglie.
Semplificando, le sostanze inquinanti contenute nelle acque reflue vengono scomposte in molecole inorganiche più semplici (come nitrati, fosfati, anidride carbonica); successivamente, tali composti sono assorbiti delle radici delle piante, depurando l’acqua. Un impianto di fitodepurazione, di conseguenza, si presenta solitamente come un’ecologica area verde, nella quale sono state messe a dimora piante acquatiche.

APPLICAZIONI

Una soluzione versatile ed ecologica

Gli impianti di fitodepurazione biotecnologica brevettata Zeofito® sono caratterizzati da basso o nullo consumo di energia e da costi di gestione estremamente ridotti.
Gli impianti Zeofito® sono inoltre a impatto ambientale praticamente nullo poiché utilizzano piante già presenti nell’habitat, con evidenti vantaggi paesaggistici, e consentono di sversare l’acqua depurata nell’ambiente il più vicino possibile al punto di prelievo.
Tra le applicazioni più frequenti troviamo:

  • CASE SINGOLE, PICCOLI AGGLOMERATI
  • COMUNI
  • BORGATE ALPINE
  • AGRITURISMI E RISTORANTI
  • CAMPEGGI E VILLAGGI TURISTICI
  • AGRICOLTURA
  • AGROINDUSTRIA
  • ENOLOGIA
  • CASEIFICI
  • FINISSAGGIO DI DEPURATORI TRADIZIONALI